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Emergenza COVID-19

Approvazione in deroga DPI: dal 13 maggio obbligatoria la trasmissione telematica

Pubblicato report aggiornato delle attività e dei DPI validati

L'INAIL modifica, con decorrenza dal 13 maggio, le modalità di inoltro della domanda di approvazione in deroga.

Il canale PEC (dpiart15@postacert.inail.it) è stato disattivato. La richiesta, dal 13 maggio 2020, deve essere inviata esclusivamente in via telematica attraverso il servizio online “Art.15 Validazione DPI”, utilizzando il facsimile di autocertificazione già noto e avendo cura di inserire tutti gli allegati richiesti.

Per accedere al servizio, gli utenti privi di credenziali devono PRIMA procedere alla registrazione al portale istituzionale come utente generico, cliccando sul link “Registrazione”, presente in calce alla pagina oppure seguendo il percorso “Accedi ai Servizi online”>“Registrazione”>“Registrazione Utente Generico”. Gli utenti già in possesso di credenziali troveranno il nuovo servizio attivo nel menu.

È altresì stato aggiornato l’elenco dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) – occhiali, visiere, semimaschere, indumenti di protezione, guanti e calzari – validati positivamente dall’INAIL, che al 12 maggio 2020 conta 134 dispositivi (per la maggior parte mascherine: nessun guanto e nessun calzare).

Questi i numeri pubblicati da INAIL, aggiornati al 4 maggio:

  • 4925 messaggi pervenuti all’indirizzo dedicato dpiart15@postacert.inail.it,
  • 40 le persone dedicate all’esame delle domande di validazione in deroga;
  • 2458 le pratiche esaminate;
  • 96 pratiche concluse con parere positivo, per la quasi totalità in favore di importatori.

Le pratiche rigettate da INAIL ammontano quindi a circa il 95% di quelle presentate.

Le carenze maggiormente riscontrate nella documentazione sono:

  • l’assenza di report sulle prove effettuate sui dispositivi, ovvero l’allegazione di test report carenti o non rispondenti nei risultati esposti ai limiti indicati nella normativa tecnica di riferimento;
  • la presentazione di “attestazioni di conformità” o di “certificati di compliance” non valutabili perché rilasciati su base volontaria da enti non accreditati per i DPI e, in alcuni casi, non risultati presenti nei database dei predetti enti;
  • la mancata indicazione puntuale dei modelli di prodotto (per esempio dizione generica KN 95) o del produttore.

 

Fonte: INAIL

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